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rinnovabile l'energia di domani
 

Un po' di storia della sostenibilità


2000 Hannover, Germania - 3ª conferenza europea sulle città sostenibili


250 autorità locali di 36 Paesi europei e delle regioni confinanti si riuniscono per valutare i risultati conseguiti e per concordare una linea d'azione comune alle soglie del 21° secolo.


DICHIARAZIONE DEL MILLENNIO

La Dichiarazione del Millennio è stata adottata dalla Sessione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nelle sue sezioni terza e quarta definisce gli obiettivi internazionali di sviluppo che la comunità internazionale deve perseguire.
A seguito di tale Dichiarazione, nel corso della primavera e dell'estate 2001, il Comitato OCSE per gli aiuti allo sviluppo (DAC), il Segretariato delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno messo a punto gli obiettivi internazionali di sviluppo:

1

La riduzione del 50%, tra il 1990 e il 2015, delle persone che vivono in condizioni di estrema povertà (cioè con meno di 1 dollaro Usa al giorno)

2

La frequenza della scuola primaria da parte del 100% dei bambini entro il 2015

3

La pari partecipazione delle bambine all'educazione primaria e secondaria entro il 2005

4

La riduzione di due terzi tra il 1990 e il 2015 della mortalità infantile (bambini con meno di cinque anni)

5

La riduzione di tre quarti tra il 1990 e il 2015 della mortalità materna

6

La riduzione del 50%, entro il 2015, della diffusione dell'Aids, della malaria e delle altre malattie infettive

7

L'adozione, entro il 2005, da parte di ogni paese di una strategia per lo sviluppo sostenibile, per ribaltare, entro il 2015, la tendenza alla perdita di risorse ambientali

8

Lo sviluppo di una partnership globale per lo sviluppo tra i paesi donatori e i beneficiari attraverso un sistema finanziario e di scambi commerciali aperto e non discriminatorio

La valutazione del Quinto Piano d'Azione Ambientale ha evidenziato che, nonostante i progressi compiuti, occorre intensificare tutte le misure volte ad affrontare i problemi ambientali.
Il Sesto Piano d'Azione Ambientale individua cinque indirizzi prioritari: incentivare l'attuazione della legislazione vigente; integrare le tematiche ambientali in tutte le strategie politiche, economiche e sociali; accrescere la responsabilizzazione dei cittadini; supportare la collaborazione con il mercato; incoraggiare la pianificazione e la gestione territoriale.
Gli interventi individuati danno molta importanza all'informazione indirizzata a cittadini e imprese, per facilitare la diffusione di buone pratiche e comportamenti sempre più rispettosi dell'ambiente.




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Le tappe della sostenibilità

1972 Stoccolma
WCS e Rapporto Brundtland
1992 Rio de Janeiro
1993 Piano d'azione UE
1993 Piano d'azione in Italia
1994 Aalborg
1996 Lisbona
1996 Istanbul
Italia, Agenda 21 locale
1997 New York
1997 Amsterdam
1998 Aarhus
2000 Hannover
2001 Piano d'azione UE
2001 Doha, Qatar
2002 Monterrey
2002 Roma
2002 Johannesburg
Strategia in Italia
 


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