| |
Un
po' di storia della sostenibilità
1992 Rio de Janeiro
L'improrogabile
necessità di individuare un percorso universale per costruire
uno sviluppo sostenibile conduce la comunità mondiale a riunirsi
nel 1992 a Rio de Janeiro. I Paesi aderenti Riconoscono che le problematiche
ambientali devono essere affrontate in maniera universale e che le soluzioni
devono coinvolgere tutti gli Stati. Vengono negoziate e approvate tre
dichiarazioni di principi, firmate due convenzioni globali.
Per sovrintendere all'applicazione degli accordi nasce la Commissione
per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite CSD
con il mandato di elaborare indirizzi politici per le attività
future e promuovere il dialogo e la costruzione di partneriati tra governi
e gruppi sociali.
Rio de Janeiro
Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo Vertice
della Terra
Hanno partecipato rappresentanti dei governi di 178 Paesi, più
di 100 capi di Stato e oltre 1000 Organizzazioni Non Governative. Sono
state sottoscritte 2 convenzioni e 3 dichiarazioni di principi:
L'Agenda 21: il Programma d'Azione per il XXI secolo,
pone lo sviluppo sostenibile come una prospettiva da perseguire per
tutti i popoli del mondo
La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle
foreste sancisce il diritto degli Stati di utilizzare le foreste
secondo le proprie necessità, senza ledere i principi di conservazione
e sviluppo delle stesse
La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici cui
seguirà la Convenzione sulla Desertificazione - pone obblighi
di carattere generale miranti a contenere e stabilizzare la produzione
di gas che contribuiscono all'effetto serra
La Convenzione quadro sulla biodiversità, con
l'obiettivo di tutelare le specie nei loro habitat naturali e riabilitare
quelle in via di estinzione
La Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, definisce
in 27 principi diritti e responsabilità delle nazioni nei riguardi
dello sviluppo sostenibile
"Gli Stati coopereranno in uno spirito di partnership globale per
conservare, tutelare e ripristinare la salute e l'integrità dell'ecosistema
terrestre."
[…]
"Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è
quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati,
a diversi livelli. […] Gli Stati faciliteranno e incoraggeranno
la sensibilizzazione e la partecipazione del pubblico, rendendo ampiamente
disponibili le informazioni."
[…]
"Gli Stati dovranno cooperare per promuovere un sistema economico
internazionale aperto e favorevole, idoneo a generare una crescita economica
e uno sviluppo sostenibile in tutti i Paesi, a consentire una lotta
più efficace ai problemi del degrado ambientale. […] Le
misura di lotta ai problemi ecologici transfrontalieri o mondiali dovranno
essere basate, per quanto è possibile, su un consenso internazionale."
"[…] La Comunità e i singoli cittadini devono assumersi
in prima persona le proprie responsabilità. La condivisione della
responsabilità impone un'azione collettiva […]"
L'Unione Europea approva nel 1992 il Quinto Piano di Azione Ambientale
al fine di rendere operativi gli accordi firmati a Rio.
Il Piano auspica un cambiamento dei modelli di comportamento della società
promuovendo la partecipazione di tutti i settori, rafforzando lo spirito
di corresponsabilità che si estende all'Amministrazione Pubblica,
alle imprese e alla collettività.
Vengono ampliati i dispositivi per l'attuazione del programma, come
strumenti legislativi, economici e finanziari.
<< pagina precedente
| pagina successiva>>
|
|
|