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Rinnovabile l'energia di domani


La qualita’ dell’ ambiente, gli strumenti predisposti per la sua tutela, la consapevolezza di tenere in conto le esigenze di sviluppo dei paesi piu’ poveri, la responsabilita’ nei confronti delle future generazioni, concorrono a definire il livello di civilta’ di una Nazione. In considerazione delle limitate capacita’ di sopportazione dell’ ambiente naturale e della limitata disponibilita’ di risorse, fino alla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, la tutela dell’ ambiente era considerata come un limite alle attivita’ e allo sviluppo economico e sociale.
La Conferenza di Rio ha invece definito nuove strategie di comportamento, innovando radicalmente le politiche ambientali fino ad allora perseguite. Si e’ stabilito un obiettivo comune: quello di assicurare uno sviluppo economico responsabile, proteggendo nel contempo le risorse naturali e ambientali a vantaggio delle future generazioni. E’ stato quindi superato il concetto di protezione dell’ ambiente come limite allo sviluppo e si e’ affermata la teoria dello sviluppo sostenibile.
L’ applicazione di tale teoria prevede che i processi produttivi e di consumo, siano in stretta relazione con la tutela dell’ ambiente attraverso:

l’ integrazione - in azioni di governo - delle necessarie considerazioni ambientali, in modo tale da rendere coerenti le politiche settoriali
la realizzazione - a tutti i livelli - di un sistema di pianificazione e controllo per sostenere tale integrazione
la partecipazione dei soggetti pubblici e privati coinvolti, attraverso il pieno accesso alle informazioni
l’ interiorizzazione delle problematiche ambientali da parte di tutti, attraverso processi di informazione e sensibilizzazione chiari, coerenti e scientificamente corretti

Lavorare per uno sviluppo sostenibile significa quindi affrontare i temi ambientali considerandoli come fattori prioritari nella programmazione ed esecuzione delle attivita’ umane. Si concorre allo sviluppo sostenibile quando si riesce a produrre consumando meno energia, si rendono disponibili fonti energetiche rinnovabili e a basso impatto ambientale e si riduce il consumo di materie prime ottimizzando i cicli produttivi e riutilizzando i sottoprodotti, gli scarti e i rifiuti.
E’ sviluppo sostenibile, infine, quello che analizza attentamente l’ effetto a lungo termine delle attivita’ umane sull’ ambiente, nel momento in cui esse vengono programmate, perche’ dal modo in cui verranno realizzate dipendera’ il livello di vivibilita’ negli anni futuri.


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Lo sviluppo sostenibile

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Le tappe della sostenibilità

1972 Stoccolma
1987 Rapporto Brundtland
1992 Rio de Janeiro
1993 Piano d'azione UE
1993 Piano d'azione in Italia
1994 Aalborg
1996 Lisbona
1996 Istanbul
Italia, Agenda 21 locale
1997 New York
1997 Amsterdam
1998 Aarhus
2000 Hannover
2001 Piano d'azione UE
2001 Doha, Qatar
2002 Monterrey
2002 Roma
2002 Johannesburg
Strategia in Italia


Storia della sostenibilità
 


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