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14.
prove penetrometriche statiche
Si esegue questo tipo
di prova con penetrometro meccanico (CPT, cone penetration test) su
autocarro. La prova consiste nell'infissione nel terreno di un'asta,
protetta da un manicotto, a punta conica previa esecuzione di preforo
con velocità di infissione di circa 20 mm/s. La prova permette
di acquisire il valore di resistenza della punta all'infissione (qc)
e dell'attrito laterale (Fs) variabili con il variare delle caratteristiche
litostratigrafiche e geotecniche dei terreni. La conoscenza di questi
parametri viene poi correlata attraverso l'ausilio di abachi alle caratteristiche
tecniche dei terreni e quindi permette di definire un profilo stratigrafico
dei terreni attraversati.

penetrometro statico
Densità in situ
Si adopera un volumometro a sabbia. Si tratta di scavare una piccola
buca (15-20 cm di profondità) nel terreno da testare. Successivamente
si pesa il materiale estratto e si misura il volume dello scavo utilizzando
con sabbia calibrata. Ora è possibile calcolare la densità
in situ. La densità in situ va poi riferita percentualmente alla
densità massima ottenuta in laboratorio con la prova di costipamento
AASHO (vedi).
Modulo di deformazione in situ
La prova consiste nell'effettuare una prova di carico con piastra (diametro
= 30 cm) e consente di misurare la capacità portante del terreno
o di altre realizzazioni come ad esempio sottofondi stradali
C.B.R. in situ
Viene utilizzato un martinetto la cui spinta deve essere adeguatamente
contrastata. Viene eseguita in situ similmente alle prove CBR di laboratorio
(vedi). In alternativa si può prelevare in situ un campione indisturbato
mediante una fustella munita di collare di prolunga a bordi taglienti
e procedere poi alla penetrazione in laboratorio secondo le consuete
modalità
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