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Ingegneria
naturalistica: dove si applica
Corsi d'acqua
Uno dei vantaggi delle tecniche indicate è che possono essere
chiamate in causa anche per interventi di urgenza, spesso perché
il materiale costruttivo si trova già in posto (legname, massi,
ecc.); questo discorso vale anche per la protezione immediata di centri
abitati da frane incombenti.
Rimanendo ancora nei bacini montani, un settore di intervento che deve
essere valorizzato è quello delle vasche di laminazione o serbatoi
di ritenuta. E' importante più che realizzarne poche di grandi
dimensioni, scaglionare più vasche nell'estensione del bacino,
realizzando dighe di contenimento con massi e talee di salice. Queste
strutture di ritenzione sono molto utili in quanto si inseriscono nel
contesto delle opere atte ad aumentare i tempi di corrivazione, riescono
a proteggere infrastrutture viarie da colate detritiche incombenti ed,
in più, possono fornire accumuli di ghiaia di cui si può
usufruire. Nel caso di vasche di laminazione in prossimità di
strade a grande scorrimento, esiste anche la possibilità di raccogliere
eventuali inquinamenti verificatisi sulla strada.
Va detto che quasi tutti gli interventi sui corsi d'acqua rientrano
nel campo delle opere pubbliche e, per quanto riguarda la normativa
esistente, la legge 183/89 sulla difesa del suolo può essere
considerata un valido strumento, in quanto istituisce l'Autorità
di bacino e finanzia gli interventi. Le tecniche di Ingegneria Naturalistica
iniziano ad essere citate anche in sede legislativa, per esempio: Legge
n° 102 del 2/5/90 sull'emergenza in Valtellina, articolo 6: "Gli
interventi di sistemazione idrogeologica si attuano preferibilmente
con tecniche di bioingegneria"; DPR 14/4/93: "Atti di indirizzo
e coordinamento alle regioni recante criteri e modalità per la
redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale; Delibera
39-39, 6/6/94 della giunta regionale dell'Emilia Romagna: "Criteri
progettuali e di compatibilità ambientale per la attuazione di
interventi di manutenzione e difesa del suolo per la regione Emilia-Romagna".
Anche in Liguria, Piemonte e Lazio ci sono state delibere a favore dell'Ingegneria
Naturalistica.
In Italia iniziano a diffondersi i cosiddetti "cantieri didattici"
su corsi d'acqua, realizzati dall'AIPIN, spesso in collaborazione con
società di pesca sportiva. Questi cantieri permettono di realizzare
interventi di duplice utilità, come ad esempio la creazione di
pozze per l'ittiofauna, in abbinamento con la costruzione di opere di
difesa spondale. Questi cantieri, di cui quello sul Noce ne è
un esempio, hanno anche lo scopo di formare tecnici del settore, preparandoli
a realizzare le varie tecniche non solo su base teorica.
I regimi dei corsi d'acqua italiani, soprattutto quelli peninsulari,
impongono dei problemi spesso inesistenti nei paesi d'oltralpe. Più
ci si addentra nella fascia climatica mediterranea e più la siccità
estiva diviene acuta, con rovinose piene autunnali che caratterizzano
le ben note fiumare. In queste situazioni le tecniche naturalistiche
devono avvalersi delle specie autoctone e deve essere considerata adeguatamente
la capacità di trasporto di questi fiumi, dall'aspetto spesso
insignificante e spesso del tutto privi d'acqua, dimensionando altrettanto
adeguatamente la struttura delle opere.
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sistemazione di un corso d'acqua montano
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