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Ingegneria
naturalistica: dove si applica
Corsi d'acqua
Le possibilità offerte dall'Ingegneria Naturalistica per le opere
fluviali sono piuttosto vaste e consentono di rendere molto basso l'impatto
ambientale, se non addirittura, rinaturalizzare corsi d'acqua devastati,
ricreando una vegetazione riparia ed ambienti più vivibili anche
per la fauna.
Come per gli interventi sui versanti, anche nei corsi d'acqua le tecniche
naturalistiche presentano dei limiti d'impiego, legati anch'essi alle
pendenze: forti pendenze infatti si traducono in elevate correnti; al
di sopra di velocità di 6 m/s e acclività del 5%, la struttura
vivente delle opere non resiste. Recentemente sono state fatte delle
ricerche da parte di studiosi dell'AIPIN, che testimoniano resistenze
a trazione impensabili da parte di strutture realizzate con materiale
vivo abbinato ad inerte. Si tratta però di dati ancora poco diffusi
e certamente non generalizzabili, tipici cioè di un determinato
fiume, con le sue peculiari caratteristiche.
L'Ingegneria Naturalistica contrappone, ai classici interventi di canalizzazione
e cementificazione, opere che consentano innanzitutto una maggiore libertà
al corso d'acqua, ma soprattutto opere abbinate a materiale vivente.
Si possono citare le scogliere con piantagione di talee, le fascinate
spondali, le coperture diffuse, ribalte vive, graticciate, rulli spondali,
briglie in legname, soglie, repellenti e traverse con piante, con molte
varianti nelle tecniche di realizzazione.
E' ormai un fatto risaputo e dimostrato che l'azione consolidante degli
apparati radicali di determinate piante può essere utilizzata
con successo nella protezione e sistemazione delle sponde fluviali.
D'altra parte è in atto un'accesa discussione con gli Ingegneri
Idraulici per quanto riguarda la riduzione di deflusso operata dalla
vegetazione in alveo. Questo effetto non va minimamente sottovalutato;
recenti studi, infatti hanno dimostrato che l'influenza della vegetazione
è spesso cospicua, con il rischio, per piccoli alvei con eccessiva
vegetazione, di pericolose esondazioni. A questi problemi si può
ovviare con un'adeguata progettazione delle opere per quanto riguarda
le specie di piante da inserire, la loro probabile densità e
sviluppo futuro, il tutto in relazione con la sezione disponibile.
Una soluzione che potrebbe sembrare ovvia sta nell'allargamento della
sezione dell'alveo, ma spesso non è realizzabile per problemi
connessi alle proprietà.
In Austria e Germania si stanno già rinaturalizzando con queste
tecniche alvei precedentemente rettificati, con il risultato di avere
corsi d'acqua anche urbani di aspetto naturaliforme, con vegetazione
spondale e con ricadute positive sugli abitanti.
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esempi di sistemazione di corsi d'acqua montani

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