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Ingegneria naturalistica: dove si applica
Versanti

Strettamente connessa con la stabilità dei versanti è l'azione dell'acqua, sia di ruscellamento e derivante dalle precipitazioni , sia quella dei corsi d'acqua dotati di alveo. La presenza dell'acqua fra le cause scatenanti dei dissesti franosi è costante e la risoluzione dei problemi che comporta può essere affrontata anche con le tecniche di Ingegneria Naturalistica.
Una ripartizione generale delle varie tecniche utilizzabili può essere fatta in base alla pendenza, tenendo conto però che il tipo di erosione (superficiale o profonda), la litologia, il contesto climatico e microclimatico (esposizione) sconsigliano una classificazione delle tecniche troppo rigida. Essendo l'Ingegneria Naturalistica una disciplina recente, essa non può prescindere dalla casistica, cioè dal bagaglio di esperienza assunto con ogni intervento realizzato, soprattutto nel caso dell'Italia, in cui le opere realizzate non sono ancora molte. Anche la sperimentazione, e in particolar modo quella biotecnica, deve essere incentivata in Italia, poiché non si può pensare di trasporre dall'esperienza svizzera ed austriaca tecniche che prevedono l'uso di piante non adatte all'ambiente mediterraneo. Infatti la regione italiana che vanta l'esperienza maggiore nel settore è proprio il Trentino-Alto Adige.
Per pendenze di 18-22° si possono usare semine/idrosemine associate a piantagioni, nell'intervallo 22-35° si entra nel campo d'impiego delle stuoie, reti e feltri (eventualmente biodegradabili), quindi ancora tecniche di rivestimento. Fra i 35-45° sono necessarie tecniche "stabilizzanti" come la gradonata\cordonata, la ribalta viva, le fascinate. La reale azione consolidante di queste tecniche dipende dall'attecchimento e dalla radicazione delle piante; inoltre, con particolari accorgimenti costruttivi (inclinazione dei gradoni, delle fascine) esse possono contribuire al drenaggio delle venute d'acqua superficiali. Con pendenze elevate (45-55°) le tecniche divengono decisamente impegnative e consistono nella palificata e grata viva, spesso abbinate, la prima con funzioni di sostegno alla base, la seconda con funzioni sia di rivestimento che stabilizzanti. Sopra i 55° si entra nel campo delle terre rinforzate, tecniche in cui le piante vengono messe in condizioni difficili per quanto riguarda l'acqua e che necessitano, sopra i 60°, dell'impianto di irrigazione.


versanti: pagina 1 | pagina 2 | pagina 3

 

edil eco

ingegneria naturalistica
  applicazione: versanti
  applicazione: corsi d'acqua

gli interventi

l'impiego nei PARCHI
 






un esempio di terre rinforzate


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