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Ingegneria
naturalistica: dove si applica
Versanti
Nel contesto delle problematiche connesse alla stabilità dei
versanti le tecniche di Ingegneria Naturalistica trovano campi d'impiego.
Non possono però essere risolutive per qualsiasi situazione,
in quanto in alcuni casi il ricorso alle tradizionali tecniche ingegneristiche
può risultare indispensabile.
L'argomento della stabilità dei versanti e della loro messa in
sicurezza (in relazione all'interferenza eventuale con infrastrutture
umane) rientra nel campo di due discipline: la meccanica delle rocce
e la geotecnica. Queste due discipline, la prima piuttosto recente,
hanno avuto uno sviluppo tale da sviluppare tecniche d'intervento che
contemplano in minima parte l'aspetto naturalistico. Solo recentemente,
grazie all'affermarsi dell'Ingegneria Naturalistica, iniziano ad essere
applicate metodologie che comprendono l'utilizzo di materiali per così
dire naturali (legno, roccia) e soprattutto materiali vivi (le piante).
Questo discorso vale essenzialmente per la geotecnica, scienza che si
occupa della stabilità dei materiali sciolti, mentre la meccanica
delle rocce rimane obbligatoriamente costretta a far ricorso a tecnologie
che risultano poi di forte impatto con l'ambiente.
Va detto che alcune tecniche di sistemazione dei versanti sono state
semplicemente riscoperte ed eventualmente modificate, con l'attuale
consapevolezza delle valenze biotecniche delle piante. Ne sono esempio
la palificata e le viminate, usate già nel secolo scorso.
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| consolidamento
di un dissesto franoso |
versanti: pagina
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particolare del rinverdimento dopo il consolidamento di un dissesto franoso

Schema sulle possibilità di utilizzo dell'ingegneria naturalistica
nel settore dei versanti ingrandisci
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