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Adriatica
Ecologie Industriali divisione Energia
Biomasse
In Italia vengono prodotti annualmente quasi 20 milioni di tonnellate
di residui agro-forestali, che possono essere utilizzati come combustibile
pulito ed economico. Sul fronte dell’ energia l'Italia utilizza
biomasse per quantitativi corrispondenti appena al 1,5% del fabbisogno
nazionale. Frasche, paglie, ramaglie, potature di alberi da frutta,
noccioli, gusci, vinacce. Ma anche scarti di lavorazione delle olive,
di produzione del legno nelle segherie, di coltivazioni erbacee: tutti
questi prodotti organici - residui di attività agro-forestali
possiedono un potere calorifico pari circa ad un terzo di quello del
petrolio. La disponibilità in natura di biomasse è molto
più ampia di quella dei combustibili fossili e il loro sfruttamento
permetterebbe di utilizzare materiali altrimenti destinati alla distruzione.
Le biomasse sono quindi una fonte "rinnovabile", di rilevante
valore ecologico. Utilizzando le biomasse per produrre energia non si
contribuisce all'aumento dell'effetto serra. La stessa quantità
di biossido di carbonio prodotta durante la combustione viene riassorbita
durante il processo di fotosintesi che permette la crescita della biomassa
stessa. Aumentare la quota di energia prodotta mediante l' uso delle
biomasse, piuttosto che con combustibili fossili, contribuisce in maniera
rilevante alla riduzione della CO2 immessa in atmosfera. La biomassa
rappresenta la forma più sofisticata di accumulo di energia solare,
energia che consente alle piante di convertire il biossido di carbonio
in materia organica, tramite il processo di fotosintesi. La biomassa
utilizzabile ai fini energetici comprende tutti i materiali organici
che possono essere utilizzati direttamente come combustibili, oppure
trasformati in combustibili solidi, liquidi o gassosi.
La conversione energetica delle biomasse utilizza diverse tecnologie,
alcune tali da consentirne l'utilizzazione su scala industriale. Altre
invece sono ancora in fase di sperimentazione al fine di migliorare
il rapporto rendimenti-costi di conversione energetica.
Le tecnologie attualmente disponibili sono:
Combustione diretta
Generalmente attuata in caldaie in cui avviene anche lo scambio di calore
tra i gas di combustione ed i fluidi di processo. La combustione di
prodotti e residui agricoli si attua con buoni rendimenti, se si utilizzano
come combustibili sostanze ricche di cellulosa e lignina e con contenuti
di acqua inferiori al 35%. I prodotti utilizzabili a tale scopo sono
il legname in tutte le sue forme, le paglie di cereali, i residui di
raccolta di legumi secchi, i residui di piante oleaginose, i residui
di piante da fibra tessile, i residui legnosi di potatura di piante
da frutto e di piante forestali, i residui dell'industria agro-alimentare.
Carbonizzazione
Processo termochimico di trasformazione delle molecole strutturate dei
prodotti legnosi e cellulosici in carbone, per azione del calore nelle
carbonaie, all'aperto, o in storte.
Pirolisi
Processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto
mediante l'applicazione di calore, a temperature comprese tra 400 e
800°C, in assenza o con ridottissima quantità di ossigeno.
I prodotti della pirolisi sono sia gassosi sia liquidi sia solidi, in
proporzioni che dipendono dal metodo utilizzato (pirolisi veloce, lenta,
o convenzionale) e dai parametri di reazione.
Steam explosion (SE)
Trattamento innovativo, a basso impatto ambientale, mediante il quale
si ottiene una vasta gamma di prodotti, partendo da biomasse vegetali.
Rispetto agli altri processi presenta il vantaggio di separare in tre
differenti correnti le frazioni costituenti i comuni substrati vegetali
(emicellulosa, cellulosa, lignina) rendendo possibile l'utilizzazione
totale delle biomasse.
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Altre tecnologie utilizzate:
Gassificazione
Digestione anaerobica
Digestione aerobica
Fermentazione alcolica
Estrazione di olii
Produzione di biodiesel
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