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Divisione Edilizia Ecologica - ECO DOMUS
agenti inquinanti
Fibre di amianto
Descrizione
Minerale naturale fibroso, silicato appartenente alla categoria degli
asbesti, esistente sotto diverse forme: amosite (a.bruno), crisotilo
(a.bianco), crocidolite (a.blu), tremolite le più note e normalmente
utilizzate in edilizia.
Ha bassa conducibilità termica, è molto flessibile e resistente
agli agenti chimici e alla trazione. Le microfibre, impalpabili, sono
aerodinamiche e a bassissima velocità di sedimentazione. Sono
aerodisperse dalla degradazione dell’amianto e poi inalate attraverso
la respirazione.
In natura esistono circa 150 tipi di minerali asbestiformi che possono
rilasciare fibre analoghe. Il processo di degradazione avviene per invecchiamento
del materiale e può essere notevolmente accelerato da danneggiamenti
dovuti a usura, infiltrazioni d’acqua, vibrazioni.
Fonti
L’amianto ha trovato larga applicazione nell’edilizia di
questo secolo per le spiccate proprietà isolanti e di resistenza
al fuoco. Il suo utilizzo è fuorilegge nell’U.E. dal 1993,
tuttavia la sua presenza nei manufatti è tuttora massiccia e
le operazioni di bonifica si presentano ancora lunghe e costose. La
legge prevede che le strutture in amianto in buono stato vadano tenute
sotto controllo e sottoposte a manutenzione, mentre quelle in via di
deterioramento vadano bonificate con le necessarie precauzioni. Però
le operazioni di censimento e bonifica sono insufficienti e l’emergenza
amianto è ancora in pieno corso: i nostri edifici ne sono infestati
a tappeto, in modo più o meno evidente. Infatti è presente
in numerosissimi materiali da costruzione per finiture, termofonoisolanti
e antincendio ampiamente utilizzati fino al 1994 (in particolare dal
1965 al 1983), diffusi negli edifici residenziali e pubblici (uffici,
scuole e ospedali).
Le fonti più frequenti sono coperture, canne fumarie e cassoni
per l’acqua in cemento-amianto (o Eternit), pannelli isolanti
(oppure isolamenti a “spruzzo”), coibentazioni di tubature,
pavimenti, elementi prefabbricati, intonaci e componenti vari contenenti
amianto.
Fra gli elementi a rischio non immediatamente identificabili sono i
rivestimenti interni delle canalizzazioni dell’aria, i pannelli
fonoisolanti in genere e i pavimenti vinilici precedenti al 1994 (apparentemente
in PVC, potrebbero essere in “vinil-amianto”, cioè
prodotti in associazione con amianto).
L’amianto è cancerogeno. Inalate, le sue impalpabili e
impercettibili fibre si inglobano nelle mucose (in particolare dell’apparato
respiratorio), dove determinano focolai di infiammazione che con il
tempo possono indurre fenomeni tumorali: carcinomi polmonari, mesoteliomi
pleurici e, più raramente, localizzati nell’apparato digerente.
Precauzioni
Fumare costituisce un aumento del rischio in quanto il fumo di sigaretta
potenzia notevolmente gli effetti pericolosi dell’amianto.
Verificare i materiali da costruzione e di finitura della casa. Far
provvedere alla rimozione dei componenti che contengono amianto.
Evitare di rimuovere personalmente vernici o elementi contenenti amianto:
le operazioni di rimozione vanno condotte da specialisti e con grandi
precauzioni e i materiali rimossi vanno smaltiti come rifiuti speciali
secondo le indicazioni delle Asl della zona.
Per le grandi strutture (tetti o grandi edifici) questi interventi possono
rivelarsi molto costosi: in alternativa è possibile “congelare”
le fibre di amianto, impedendone così l’aerodispersione,
con trattamenti “incapsulanti”, effettuati con spruzzature
di materiali che solidificano imprigionando al loro interno le fibre.
Sono da preferire i trattamenti caratterizzati da due strati di colore
diverso: l’affiorare del colore nascosto segnala la necessità
di un nuovo intervento di manutenzione.
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Fonte:
Il nuovo verdeaureo dell’architettura a cura di Serena Omodeo
Salè
Ed. Maggioli; 2001 |
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