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Divisione Edilizia Ecologica - ECO DOMUS
agenti inquinanti
Radioattività
Effetti
Normalmente l’esposizione alla radioattività naturale non
raggiunge soglie di pericolosità all’aperto, ma può
diventare pericolosa in ambienti chiusi dove l’accumulo di radionuclidi
raggiunge facilmente livelli alti.
I rischi sono più alti per i bambini. Inoltre, poiché
i radionuclidi si legano al particolato e sono veicolati attraverso
di esso, gli effetti nocivi della radioattività sono particolarmente
aggravati dalla sinergia con polvere e con fumo di sigaretta. L’organo
bersaglio del radon è il polmone: i radionuclidi del gas e i
suoi primi prodotti di decadimento (isotopi del polonio, del piombo
e del bismuto, i quali, caratterizzati da tempi di dimezzamento dell’ordine
di secondi, decadono irradiando i tessuti bronchiali e polmonari) penetrano
nell’organismo per inalazione e si insediano nel rivestimento
epiteliale superficiale dei bronchi, dove possono ingenerare effetti
genotossici e patologie tumorali. E’ stato valutato che negli
Stati Uniti, in cui il valore medio di radon-222 nelle abitazioni è
pari a soli 40 Bq/m³, la radioattività interna incrementi
il rischio di tumore al polmone del 0,3%. Qui l’attenzione a questo
rischio è tale che (così come in Svezia) all’atto
di vendita di un immobile va dichiarato il tenore di radon, che non
deve superare la soglia dei 145/150 Bq/m²: in tal caso il valore
della casa precipita drasticamente. In ambito europeo ed americano non
sono inusuali concentrazioni di radon-222 variabili tra 200 e 2000 Bq/m³:
si ritiene che queste condizioni possano determinare un incremento di
rischio paragonabile a quello dovuto al fumo di sigarette.
Precauzioni preventive e di emergenza
I valori di radioattività sul suolo italiano oscillano da poche
unità fino a migliaia di Bq/m³. Il valore medio di esposizione
è stimato sui 120 millirem all’anno.
Questo valore varia a seconda delle regioni: in alcune zone dell’Umbria,
della bassa Campania e dell’alto Lazio si rilevano concetrazioni
sensibilmente superiori rispetto ad aree dell’Emilia Romagna e
della Toscana.
Ma, come abbiamo visto, anche in aree non a rischio la radioattività
può essere portata all’interno delle abitazioni dall’utilizzo
di materiali emissivi. Eventuali dubbi possono essere chiariti da un
rilevamento condotto da un esperto di analisi ambientali: nel caso di
nuove costruzioni o ristrutturazioni, è possibile effettuare
rilevazioni di radioattività sulle partite di materiali ritenuti
a rischio, mentre, nel caso di edifici è possibile effettuare
analisi di radioattività ambientale
sul sito.
La verifica della concentrazione di radon nell’ambiente domestico
è sempre consigliata nelle zone a rischio; oltre che per le abitazioni,
sarebbe particolarmente raccomandata per le scuole. In generale, in
caso di sospetta o accertata radioattività ambientale, sigillare
bene eventuali crepe o fessurazioni di solette interrate, sbocchi di
intercapedini, pozzetti o altre canalizzazioni provenienti dal sottosuolo.
Prevedere un’areazione forzata per evitare accumulo di radon nei
locali interrati e nei piani bassi. Attuare una frequente ventilazione
degli ambienti, con particolare riguardo a quelli situati nei piani
bassi e in presenza di fumo di sigaretta. Arieggiare i bagni in seguito
a docce (il radon può essere diffuso anche attraverso le tubature
dell’acqua). L’effettiva pericolosità della radioattività
interna è fortemente condizionata anche dalle attività
umane, dato che il pericolo aumenta in sinergia con polveri o fumo di
sigaretta. In particolare riveste importanza il fatto che si cucini
o si fumi nei locali.
Osservare maggiori precauzioni per i bambini (i più esposti all’azione
di un gas pesante, che si concetra vicino al suolo) e per i soggetti
deboli.
radioattività: introduzione
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Fonte:
Il nuovo verdeaureo dell’architettura a cura di Serena Omodeo
Salè
Ed. Maggioli; 2001 |
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